studio geometra claudio monticone
18. 2. 2019
Contatti
Chi siamo
Attività e Servizi
Documenti
Links
Utilità
Novità
Prestazioni On-line
Consigli utili per chi...
Un aiuto per chi cerca...
Area riservata
 
obiettivo su Torino
Obiettivo su Torino
 Fonte: Lexambiente - www.lexambiente.it

Opere in totale o parziale difformità 
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 16676 del 22.4.2008, chiarisce quale sia la corretta interpretazione della disposizione di cui all'art. 31 del DPR 38


che disciplina gli interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali. Si ricorda in proposito che secondo il disposto del comma 1 del suddetto DPR 380/2001 si ritengono eseguite in totale difformità dal permesso di costruire quelle opere che "comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione da quello oggetto del permesso stesso, ovvero l'esecuzione di volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costituire un organismo edilizio o parte di esso con specifica rilevanza ed autonomamente utilizzabile". Nella fattispecie il ricorrente propone ricorso in Cassazione avverso la sentenza d'Appello, che aveva ritenuto le opere in oggetto realizzate in totale difformità dal titolo abilitativo ed affermato dunque la responsabilità penale dell'interessato, chiedendo il riconoscimento, invece, della difformità parziale delle opere e l'efficacia della procedura di condono edilizio intrapresa. A tal proposito la Corte discerne il caso di difformità totale, che si verifica allorchè i lavori eseguiti tendano a realizzare opere non rientranti tra quelle consentite, che abbiano una loro autonomia e novità, oltre che sul piano costruttivo, anche su quello della valutazione economico – sociale, dal concetto di difformità parziale, che si riferisce invece ad ipotesi riconducibili agli aumenti di cubatura o di superficie di scarsa consistenza, nonch alle variazioni relative a parti accessorie che non abbiano specifica rilevanza. Inoltre la Corte conferma l'inefficacia della procedura di condono in quanto l'opera oggetto del caso di specie risulta abusiva e non suscettibile di sanatoria, ai sensi dell'art. 32 del D.L. n. 269/2003, poichè si tratta di una nuova costruzione non residenziale realizzata in assenza di titolo abilitativo edilizio, che costituisce manufatto integralmente abusivo, ipotesi questa esclusa dal condono, ai sensi dell'art. 25 del citato art. 32 del T.U. Edilizia. Fonte: Lexambiente - www.lexambiente.it